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Sfoglio pagine di poesie per vedere se qualcuno riesce a descrivere quello che provo. Io non sono adatta a farlo e in fondo le emozioni che proviamo non possono che essere anche solo simili a quelle provate dagli altri. C'è qualche pezzo di luce poi qualcosa che non mi rappresenta. Penso alla vita di chi ha scritto quelle righe, mi riduco sempre a fare così. Patrizia Cavalli è la poetessa che meglio mi rappresenta in questo momento, un momento che dura ormai da tre anni, quindi forse questa sono io, e mi sto conoscendo. Non mi servono goccine in un bicchiere, non mi serve parlare, anche se forse mi serve sentire la mia voce. Quel povero Piccolo Principe mi ha viziata, da bambina. Mi ha fatto capire una cosa per l'altra. In qualche modo la mia identità c'è, è qui, che sguscia nella stanza scontrandosi contro la finestra chiusa perchè non entri il caldo, che batte sui tasti e poi sta silenziosa in attesa di un comando. Gli altri ci sono, gli altri danno calore ma danno anche dolore e vogliono condividere con te l'uno e l'altro. Ma io ci sono, anche se non c'è nessun'altro.

Pubblicato il 8/7/2007 alle 20.1 nella rubrica -.

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