.
Annunci online

LauraS


Diario


22 giugno 2007

.

Ah smetti sedia di esser così sedia!
E voi, libri, non siate così libri!
Come le metti stanno, le giacche abbandonate.
Troppa materia, troppa identità.
Tutti padroni della propria forma.
Sono. Sono quel che sono. Solitari.
E io li vedo a uno a uno separati
e ferma anch'io faccio da piazzetta
a questi oggetti fermi, soli, raggelati.
Ci vuole molta ariosa tenerezza,
una fretta pietosa che muova e che confonda
queste forme padrone sempre uguali, perchè
non è vero che si torna, non si ritorna
al ventre, si parte solamente,
si diventa singolari.

P.Cavalli, da L'io singolare proprio mio




permalink | inviato da LauraS il 22/6/2007 alle 22:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


20 giugno 2007

.

Terra della vertigine, sabbia vertiginosa,
toccami il corpo, non ricadere
immobile, impaurita dal Tempo,
non chiedere il permesso a Lui
per abbracciarmi.

P.Cavalli da Il Cielo




permalink | inviato da LauraS il 20/6/2007 alle 20:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


19 giugno 2007

.

Non sarò più felice. Non importa
Forse, ci son ben altre cose al mondo;
Un istante qualunque è più profondo
E più vario del mare. Breve il vivere
Benchè lunghe le ore, e in una d'esse
Un oscuro miracolo si cela:
La morte, un altro mare, un'altra freccia
Che ci fa liberi da sole e luna
E dall'amore. Il bene che mi desti
E mi togliesti devo cancellarlo;
Ciò ch'era tutto dev'esser triste,
L'abitudine vana che m'inclina
Al Sud, a quella porta, a quel cantone.

II, J.L.Borges




permalink | inviato da LauraS il 19/6/2007 alle 20:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


15 giugno 2007

.

El antiguo estupor de la elegìa
Me abruma cuando pienso en esa casa
Y no comprendo como el tiempo pasa,
Yo, que soy tiempo y sangre y agonia.

J.L.Borges, Adrogué

Un remoto stupore d'elegia
mi opprime quando penso a quella casa
e non comprendo come il tempo passa,
io, che son tempo e sangue e agonia.

Mi lascio in letture complicate che parlano di eternità, in voci che raccontano di profezie, in visioni e semplici giochi della mente, del futuro. Mi riprendo e sono tale e quale a prima, con gli stessi pensieri, le stesse paure. Mi sembra di conoscere ogni organo interno, ogni centimetro quadrato di pelle, ogni imperfezione del viso, quando quello che non conosco è proprio quello che mi interessa scoprire. Sta a un passo da me o forse ad anni luce, nessuno può dirlo, anche i miei sogni tacciono, e mi attacco a piccoli oggetti lucenti, coltivo il mio centimetro di libertà.




permalink | inviato da LauraS il 15/6/2007 alle 23:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


12 giugno 2007

.

E così oggi me ne stavo nel letto a pensare se fosse possibile iniettarsi o prendere delle pastiglie di serotonina, e poi d'un tratto mi è venuta in mente l'antica Grecia. In realtà credo che tutto sia partito dal fatto che mi è venuta in mente quella famosa frase di Epicuro, quella che non bisogna temere la morte perchè se c'è lei non ci siamo noi e se ci siamo noi non c'è lei. Ah, Epicuro, che grand'uomo. E che grandi uomini tutti i greci. Ma chi c'è mai stato di più grande dei greci? Il discorso si è in realtà sviluppato in più parti (ho preso in considerazione l'arte, la filosofia, la politica, le usanze, i giochi, i passatempi, l'architettura), che neanche a scriverci un tema. Tutte queste cose non ha nessuna importanza scriverle, quindi mi limito a rimandare alla lettera sulla felicità di Epicuro, perchè lui sì che aveva capito tutto nella vita (e prima degli altri).




permalink | inviato da LauraS il 12/6/2007 alle 22:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


10 giugno 2007

i might be wrong

Ci dev'essere una sorta d'iniziazione che io devo ancora avere, o che forse non avrò mai perchè sono troppo minchiona (termine tecnico per definire la mia ingenuità e buona fede di fondo, che facilita le altre persone a prendermi in giro). Che sono minchiona non mancò di farmelo notare mia madre quando avevo all'incirca 9 anni. Sia alle scuole elementari che alle medie infatti ho avuto la peculiare capacità di voler essere gentile con le altre persone anche se sapevo che quelle mi sfottevano (per motivi di varia natura, dal fatto che in prima elementare non sapevo ancora legarmi i capelli da sola - nè le scarpe, dal fatto che non sapevo fare la ruota, che non sapevo ballare, che non sapevo con chi stava Brendon di Beverly Hills, perchè facevo sempre Sailor Mercury quando giocavamo alle Sailor, e così via). Alle medie la cosa ha avuto sviluppi più propriamente relazionali visto che ero la migliore amica del ragazzo di cui ero innamorata. Insomma, come tutte le donne il mio spirito masochistico è ben presente e nel mio caso si fece sentire presto. Ancora oggi non mi sento del tutto a mio agio quando devo avere a che fare con tante persone, seppur io sia molto socievole, ma a volte prevale il sentirsi fuori luogo e quella domanda che prima o poi tutti si pongono: "ma che penseranno di me?".
E così come può arrivare all'età adulta una che faceva sempre la parte di Sailor Mercury?
Poco tempo fa la mamma di una compagna di classe di mia sorella mi ha chiamata perchè mi ero resa disponibile per fare da baby-sitter, io ho accettato molto volentieri. Ma quando mi hanno detto che una volta che la bimba (7 anni) si era addormentata, "potevo anche tornarmene a casa, perchè faceva così anche la scorsa baby-sitter", io ho detto "non me la sento di lasciare la bimba da sola".
(La bimba, la prima volta che sono andata, mi ha detto: ma tu vai via con il fidanzato come Lucia, dopo che mi sono addormentata? Una volta è successo che mi sono svegliata e ero da sola e c'era solo Romeo - IL GATTO).
Ho anche proposto alla madre di pagarmi di meno nelle ore della notte (e meno di 6 euro all'ora è una gara dura, ma ci si prova), lei ha mugugnato qualcosa e ci siamo salutate amichevolmente. Il risultato ora è che lei non mi chiama se non in casi eccezionali (leggasi: non sa a chi lasciare la bimba perchè l'altra baby-sitter è chissà dove, la nonna è impegnata a fare i tortellini, il padre è in Uruguay con la fidanzata) con un preavviso che rasenta l'assurdo, nell'ordine delle tre ore prima.
Ma io, non paga, continuo evidentemente a non capire come gira il mondo.
E così quando la scorsa settimana ho capito che a settembre per me sarebbe stato impossibile continuare a lavorare nell'erboristeria dove stavo facendo praticantato, l'ho detto al mio datore lavoro. Il piano infatti sarebbe stato un full-time da giugno ad agosto e da settembre un part-time. Ma per me, che a settembre ricomincio le lezioni a Ferrara, andare tutti pomeriggi a San Giovanni in Persiceto (più di 50 km da Ferrara), sarebbe stato se non altro oneroso. Così mi è sembrato giusto dirglielo (in realtà ne avevamo già parlato durante il colloquio, e per lui il discorso del part-time non sembrava una prerogativa). Così ieri pomeriggio mi arriva un'estemporanea telefonata del mio datore di lavoro, che mi dice che visto che a settembre non posso esserci, salta anche il lavoro dell'estate. Non contento aggiunge anche che dirgli che a settembre non ci sarei stata è stato un po' contro i miei interessi, magari, se non l'avesse saputo... Io allibisco. Quindi è saltato il lavoro che mi era stato assicurato più di 15 giorni fa, il mio praticantato di più di una settimana gratis per cui ho fatto anche 250 km in due giorni (visto che avevo degli esami a Ferrara) è come se non fosse mai esistito, e così via.
Oggi è domenica e forse vado a fare una bella passeggiata in un posto dove fanno il nido le cicogne.




permalink | inviato da LauraS il 10/6/2007 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


5 giugno 2007


C'è ancora qualcuno (temerario) e qualcosa (la tazza del mio segno zodiacale) che non si risparmia di ricordarmi che sono passionale. In virtù di questa mia caratteristica (chi mi immagina particolarmente focosa può cambiare film, la mia passionalità sembra svilupparsi soprattutto in un'enorme e produttiva capacità di farmi stare male, con ansie, somatizzazioni e cose varie, una vera passione, virante più sulla sfumatura cristiana del termine), dicevo, in virtù di questa mia comprovata caratteristica (se lo dice la tazza perchè non crederci?) ho deciso che il mio primo avvicinamento alla fitoterapia propriamente detta doveva avvenire con una pianta degna di me. (In realtà la cosa è stata del tutto casuale ma suona molto bene detta così). Passando le mie prime giornate in erboristeria, impegnata più a destreggiarmi tra i mille lassativi che altro, ho cominciato a visitare l'universo delle tinture madre. Per chi fosse ignorante di fitoterapia (tzè) la tintura madre altro non è che il risultato di un bel pastrocchio (ma fatto con molto raziocinio) di una parte di pianta ficcata a macerare con un bel po' di alcol (che fa sempre bene). Passato un certo periodo di tempo si tira su tutto, si filtra, si sistema dentro un bel bicchierino con contagocce, ed ecco la tintura madre. (Il concetto non è molto diverso da quello dei fiori di Bach se non che quelli se la tirano da morire e sono inutili). Di solito le tinture madri si diluiscono con un po' d'acqua e si assumono così (l'unico inconveniente è che al 99% il sapore è schifoso, di qualsiasi pianta si tratti), e sembra di bersi il liquorino post prandiale.
Dicevo, gira e rigira, considerando i miei numerosi problemi dell'ultimo periodo (ansia, ansia, ansia, mal di stomaco, mal di pancia, ansia), mi sono buttata sulla Passiflora... e qual è l'altro nome di questa pianta?? Ma Fiore della Passione, ovviamente! (ed era qui che voleva arrivare tutto il mio discorso sulla passione di prima). La Passiflora è una simpatica piantina che in alcuni casi si dà parecchie arie, avendo fiori piuttosto vistosi (per chiunque fosse interessato, e so che la tentazione è forte, ho addirittura scoperto che c'è il sito personale della Passiflora). Ha proprietà calmanti, antiansia, lenisce i dolori gastrointestinali, e molte altre cose scritte qui (è incredibile come spesso leggendo le proprietà delle piante si abbia la sensazione di aver trovato la panacea di tutti i mali).
Ma la notizia veramente notevole è che la Passiflora funziona! Funziona!! Ho preso le mie goccine schifose, me le sono tenute sotto la lingua un po', mi sono autoconvinta che doveva funzionare, e ha funzionato!! D'altronde, se riesco a convincermi di avere mal di stomaco, che cosa sarà convincermi a scommettere sulle capacità del mio nuovo amico Fiore della Passione.




permalink | inviato da il 5/6/2007 alle 21:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


1 giugno 2007


Sono giorni strani, sembrano contenere più ore del normale, sembrano diramarsi in un spazio mal definito di tempo umido e pioggia. Non sto bene, ancora. Ieri ho crocettato un questionario in cui mi si chiedeva se mi ammalo spesso. Quelli che mi conoscono sanno com'è.

Forse la maggior parte delle cose me le faccio venire da sola, e combatto silenziosamente con la parte di me che la medicina alternativa vorrebbe essere la parte da ascoltare di più. (Sapete quella storia che ogni malattia è un segnale che ci dà il nostro corpo perchè così non si può andare avanti? Vale anche per le cose accidentali. Vi cade una tegola in testa? Evidentemente la vostra vita ha qualcosa che non va).

A parte tutto, mi riprenderò anche questa volta. Per una volta dipende tutto da me e non da strani giochi del destino, nè da persone cattive (e poi quando mai dipende veramente da queste cose?).

Da mercoledì comincerò a lavorare a tempo pieno in un'erboristeria a San Giovanni in Persiceto, a una trentina di kilometri da qui. In questi giorni sto affiancando la commessa che c'è ora e sto cercando di imparare le differenze sostanziali tra le creme dell'Erbolario (cioè pressocchè nessuna). Poi in negozio sarò sola, e se avrò qualche dubbio dovrò chiamare il titolare (in un'altra erboristeria) di cui la commessa attuale non si è risparmiata di dirmi peste e corna. Io sto cominciando ad abituarmi all'idea di passare lì dentro la mia estate (ho già soprannominato amichevolmente l'erboristeria "la mia cripta") e anche se sono molto spaventata qualche volta mi riesco a rilassare, seduta lì dentro, con i sacchetti di erbe aromatiche e le tisane sfuse che lasciano nell'aria quel profumo così buono.




permalink | inviato da il 1/6/2007 alle 8:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
sfoglia     maggio        luglio
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

si dice

Indice ultime cose
Il mio profilo













 

 





di mio:

[foto]
[disegni]
[libri]
[quello che non ci stava]

 

 
 
 

 

 

cerca